Понеділок, 15 січня 2018 11:26

Omelia della Sua Eccellenza Mons. Dionisio Lachovicz in occasione della Visita Pastorale a Grosseto

Eccellenza Revrendissima, sacerdoti concelebranti!

Vorrei ringraziare la vostra presenza e concelebrazione a questa Divina Liturgia come segno di comunione ecclesiale e di una testimonianza della cattolicità in senso più profondo e autentico, unità nella diversità.

Vorrei ringraziare in nome della Chiesa greco-cattolica ucraina per aver accolto nel suo presbiterio a Don Vitalij Perih.

Vorrei ringraziare a Voi e alla Italia per a aver accolto i migranti ucraini e disposto un luogo di culto dover loro possono sentirsi davvero a casa. Siete l’esempio di quello che ripete spesso Papa Francesco, questi quattro verbi che egli ritiene fondamentali nella complessa questione dei migranti: “accogliere, proteggere, promuovere e integrare”.  “Integrare”, che significa – come già ricordava Giovanni Paolo II citato da Francesco – non certo indurre l’altro a dimenticare la propria identità culturale, ma aprirsi a lui “per accoglierne gli aspetti validi e contribuire così ad una maggiore conoscenza reciproca”, favorendo sempre la “cultura dell’incontro”. Senza nessun dubbio nessun paese nel mondo è cosi accogliente come Italia.

L’Ucraina, purtroppo, è ancora un paese in guerra.  Quasi ogni giorno muoiono soldati ucraini. Nel mese di novembre c’erano 35 vittime. E la immigrazione è una conseguenza della guerra

Nel Calendario Giuliano abbiamo oggi un accumulo di feste: Nuovo Vecchio Anno, festeggiamo la Circoncisione secondo la carne del Signore, Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo. E questo giorno e la memoria santo padre Basilio il grande, arcivescovo di Cesarea di Cappadocia. E di più la domenica dopo il Natale e quella che antecede il battesimo di Cristo.  

Celebriamo la Divina Liturgia secondo il rito bizantino. Per i santi Padri della Chiesa, durante la celebrazione della Divina il cielo discende sulla terra, e il popolo orante si eleva al cielo, nella presenza di tutta la storia della salvezza, con lo aiuto delle iconostasi e delle icone disposte nella chiesa.

Ogni celebrazione orientale è un immenso mistero, che nelle sue parti compone l'immenso "universo simbolico" della Rivelazione Biblica che si attua "qui per noi oggi", attraverso una serie di "segni" e "simboli". Questa realtà si percepisce piuttosto con un’atmosfera sacra in cui ci si immerge, ma su cui non si esercita immediatamente una riflessione discorsiva. Durante la Divina Liturgia ci si immerge in un’altra dimensione, in uno spazio sacro, alla presenza di tutto il cielo: della Trinità Santa, della Madonna, dei Patriarchi, Profeti, Apostoli, Martiri e tutti i Santi, dove muta anche la categoria del tempo. Si celebra nel presente. Il passato e il futuro sono ora presenti. Un’ora e sempre, per tutti i secoli dei secoli”.

Durate la Liturgia cambia la dimensione del tempo. È un eterno presente! Nella dimensione profana del tempo: c’è il passato, presente e futuro. E non si può frenare il tempo! Nel Divina Liturgia il tempo è sempre il presente, l’eterno presente.

Si canta… Non ci sono momenti di silenzi. La concentrazione, l’immersione nel mistero si fa con l’aiuto del canto, esso  facilita l’entrata in un’altra dimensione di vita

Un'altra caratteristica di questa Liturgia: la Parola di Dio è divinizzante, perciò preghiamo prima della lettura del Vangelo: "Sfolgora nei cuori nostri, Sovrano che ami gli uomini, la Luce immacolata della tua divina conoscenza ed apri gli occhi della mente nostra per la comprensione del annunzio evangelico... poiché Tu sei l'Illuminazione, Cristo Dio, delle anime e dei corpi nostri".

E dopo la consacrazione delle offerte del pane e del vino, supplichiamo il Padre per ottenere lo Spirito suo e del Figlio sui fedeli presenti e quindi sulle sante Offerte. È il centro dell'ecclesiologia misterica eucaristica, che mostra gli effetti ultimi dello Spirito Santo. Egli è il Santificatore e Consacratore delle sante Offerte e dei fedeli presenti. Assieme al Pane e Vino, con l’Epiclesi, la scesa dello Spirito Santo, anche noi diventiamo il corpo e sangue di Cristo, diventiamo il Corpo di Cristo, una Chiesa santa, che diventa cattolica e ortodossa allo stesso tempo.

Grosseto, Domenica 14 gennaio 2018 

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