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La vigilia pasquale
Si chiama vigilia pasquale la veglia di Pasqua, cioè la notte tra ti sabato e la domenica. Per i cristiani, la vigilia fa parte integrante della giornata di festa del giorno dopo, in modo da creare una certa continuità.I cristiani osservanti vivono questo momento come il «passaggio verso un nuovo giorno», quello in cui Cristo è ritornato fra gii uomini, quello che da senso alla vita di Gesù e all'esistenza umana. La fiamma del cero pasquale, benedetto dal sacerdote, è simbolo della luce che Gesù ha portato agli uomini. Il celebrante benedice anche l'acqua che servirà per i battesimi. Il giorno di Pasqua II giorno di Pasqua, festa splendida in tutta la comunità cristiana, in particolare presso gli ortodossi, celebra la risurrezione di Cristo.Un tempo, la gioia di Pasqua non si limitava a un solo giorno, ma l'intera settimana dopo Pasqua era festiva, tradizione che oggi sopravvive nel famoso lunedì di Pasqua. L'agnello pasquale L'agnello è al centro della Pasqua ebraica. Ricorda quello che i figli d'Israele hanno sacrificato per tingere con il suo sangue gli stipiti delle pone delle case, in segno di riconosci mento, onde essere risparmiati dalla decima piaga d'Egitto, che consisteva nell'uccisione di tutti i primogeniti.Le Scritture annunciarono successivamente la nascita dì un seno di Dio, mansueto come un agnello. Giovanni Battista stesso ha definito Gesù come «l'Agnello di Dio», Non dimentichiamo che la passione di Cristo ha avuto luogo durante la Pasqua ebraica, periodo in cui si sacrificavano molti agnelli. Quando Gesù ha presentato, al momento dell'ultima cena, il vino come il suo sangue e ti pane come il suo corpo, i discepoli hanno capito che si presentava come «d'Agnello di Dio». Del resto è in questi termini che lo si invoca durante la messa, proprio prima della comunione.Infine, l'agnello è simbolo della primavera, del rinnovamento della natura come anche dello spirito, e della purezza. Le nova di Pasqua Dipinte minuziosamente, come in Ucraina, infiocchettate, di cioccolato o variopinte, come in altri Paesi, le uova vere o sotto forma di dolci diversi fanno parte integrante della festa di Pasqua. I bambini vanno a scovarle negli angoli delle case, nei cespugli, nei prati, credendo che le campane alate provenienti da Roma, o la lepre presso i protestanti, le abbiano nascoste lì. Li ricevono anche semplicemente in regalo. Tuttavia, non se ne trova la minima traccia nei Vangeli.L'origine dell'uovo di Pasqua è incerta. Si dice che i primi cristiani avrebbero paragonato l'uovo alla tomba di Cristo, Secondo alcuni, l'uovo colo rato sarebbe stato introdotto in Europa durante le crociate. Ma le prime vere tracce dell'usanza di regalare uova a Pasqua risalgono al secolo XV inAlsazia. Si tende a ricollegare quest'usanza al tempo di Quaresima, in cui fin dal secolo IV era vietato consumare uova durante questo periodo di penitenza, allora rigorosamente rispettato. Cosi, le riserve dì uova crescevano e il modo per sbarazzar sene il più velocemente possibile sarebbe state quello dì regalarle ai bambini.Infine l'uovo, che simboleggia la vita che si rinnova continuamente, può essere assimilato alla risurrezione. Fonte: Conoscere le religioni e le loro feste di Pascal Marson
LA PASQUA GRECO-CATTOLICALe celebrazioni della comunità Ucraina.L’anno scorso in occasione del periodo pasquale la troupe audiovisiva dell'Associazione Missioni Don Bosco si è recata in Ucraina per assistere e riprendere le celebrazioni di rito greco-cattolico. Il Natale e la Pasqua sono per la popolazione Ucraina tempi religiosi vissuti con grande partecipazione da tutta la collettività, anche da chi abitualmente non prede parte alla vita della comunità cattolica. Un sacramento molto sentito dai fedeli è quello della confessione durante la settimana che precede il giorno di Pasqua: le chiese sono letteralmente affollate e i fedeli si mettono pazientemente in coda per poter essere confessati. Un altro momento molto caratterizzante e partecipato è quello della benedizione dei cestini pasquali: durante la vigilia di Pasqua le famiglie ucraine si recano in chiesa per far benedire il cibo che verrà consumato per la colazione di Pasqua. Anche i bambini partecipano con il loro piccolo cestino, sopra il quale è adagiato un telo ricamato con la scritta: "Cristos voscres", che significa "Cristo è risorto", l'augurio che i fedeli si scambiano per la Pasqua. Non viene fatta la Via Crucis, ma i fedeli venerano di giorno e di notte una tela raffigurante il corpo di Cristo, fino alla mattina del giorno di Pasqua, quando la tela viene rimossa e hanno inizio le celebrazioni per la resurrezione del Cristo. La messa è cantata e fedeli e officianti insieme partecipano al rito salmodiato. Pur essendo espressione di una cultura diversa, i riti della tradizione greco-cattolica condividono con quella cattolica latina il senso di comunità: ci si riunisce in un rito di fede collettiva per celebrare l'unità di tutti i fedeli di fronte al mistero della Resurrezione |